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Doveva essere un piccolo, ma provvidenziale aiuto per gli ultimi della scala sociale (un milione 300 mila aventi diritto).  Una manna dal cielo in tempi di crisi. Invece è un’umiliazione e, da oggi , è anche una truffa.

Le social card è vuota, non tutte certo, ma sicuramente una percentuale considerevole. E’ successo a Pescara, come in altre parti d’Italia: pensionati sono stati costretti a lasciare gli acquisti alla cassa, per il saldo negativo della tanto famigerata “tessera dei poveri”.

Sicuramente non deve essere stato facile superare il blocco iniziale dell’utilizzo della carta nei negozi, molti l’hanno rifiutata: soltanto 520 mila richieste di attivazione (meno della metà degli aventi diritto), di cui 140 mila rifiutate per mancanza di requisiti.

E’ forse giusto che in un paese civile e democratico a farsi carico dei costi dell’attuale crisi economica siano sempre e solo i lavoratori?

Ed è sempre possibile che gli speculatori finanziari e i capitalisti che l’hanno generata non debbano mai subire i costi economici e sociali di quanto sta accadendo, anche perché questa crisi è nata proprio grazie alla loro azione sul mercato?

A sentire quanto dichiarato al Forum tenutosi recentemente all’ANSA dalla presidente dei giovani di Confindustria, Federica Guidi, la soluzione dell’attuale crisi economica può essere ottenuta solo con un aumento delle ore di lavoro settimanali, cioè un ulteriore aggravio dei costi a carico dei lavoratori.

Insomma, più la crisi economica si fa strada e più dalla corporazione dei maggiori capitalisti italiani arrivano pressioni ad una ulteriore riduzione dei diritti e delle tutele a favore dei ceti più deboli.

Era inevitabile che lo scontro politico a livello nazionale si sarebbe alla fine spostato nelle realtà locali. Adesso che si è messa in moto la macchina organizzativa degli apparati di potere collegati ai principali partiti, sembra che in Sardegna l’unica alternativa politica possibile esistente possa essere focalizzata solo nella decisione di scelta tra Renato Soru e Ugo Cappellacci.

E’ evidente che i due candidati sono l’espressione della crisi sia politica che di identità attraversata dai raggruppamenti politici partiti presenti nell’Isola.

Infatti, se mi è concesso l’uso di una metafora, il quadro dei partiti del panorama politico sardo è attualmente contraddistinto da una fase di grigiore e insipidezza notevole, il quale ha generato uno scollamento sempre più crescente tra la classe politica sarda e i sardi stessi.

Se, infatti, andiamo alle origini di questo scollamento crescente tra i politici e i sardi, constatiamo che una delle cause principali è rappresentata dal loro continuo disinteresse per i reali problemi che attanagliano da sempre la Sardegna.

Ebrei di Roma, un’altra manipolazione di notizie

 

Se andate qui, FocusOnisrael.org, senza scomodarvi dal vostro seggiolino, potrete avere la sintesi degli stracci che sono volati in quel di Roma a proposito di un presunto boicottaggio e di una lista di negozi romani gestiti da ebrei,invocato, proposto ma cheddico acclamato dal Sindacato Flaica-Cub cittadino, che ha fatto volantinaggio per le vie della capitale.

Come sempre accade in questi casi, fila di commenti, grida, vesti strappate, il sindaco che va in visita dai negozianti del centro storico, Marrazzo si unisce al coro, Pacifici minaccia denuncia e il TG1 mette insieme un’intervista a Ronchi e Fassino che grida vendetta a Dio e al modo di fare giornalismo…

 

ARMI NON CONVENZIONALI A GAZA

(Seconda parte)

 

Il secondo blog che vi segnalo è tenuto da un musicista, il che non vuol dire che sia meno attendibile di un altro cristiano, meno attendibile di Limes, puo’ darsi. Però la tesi che avanza è quantomeno suggestiva.

Ascoltate:

 

http://www.byoblu.com/49e8e936-8e19-4424-a5f0-1dafb281cafb/post.aspx

 

Un vecchio adagio recita: cherchez la femme. Trovate le donna e troverete il movente. La donna da la vita, la vita è energia. Ieri la femme era il petrolio, oggi invece è la risorsa che la farà da padrona nei prossimi duecento anni: il gas naturale. Ne avevamo già parlato il primo settembre, in occasione della guerra in Georgia. E allora proviamo a cercarne un’altra, di queste donne pietra dello scandalo. Cerchiamo quella che si nasconde dietro al conflitto in Palestina, vedrete che non dovremo allontanarci molto…

Per la precisione, basta fare trenta chilometri al largo della costa di Gaza, perché casualmente è proprio là, davanti all’omonima striscia, che giace la bella addormentata. Il suo nome è Gaza Marine, è sepolta sotto ottocentocinquanta metri di crosta, nell’attesa che il suo principe azzurro venga a salvarla e a farla sua per sempre. La famme, ovvero un giacimento di gas naturale del valore di quattro miliardi di dollari, nel 1999 è stata data in sposa al popolo palestinese. La cerimonia si è svolta in pompa magna nel quadro degli Accordi di Oslo, officiante Ehud Barak, primo ministro israeliano dell’epoca. Yasser Arafat la accompagnò all’altare, pronunciando le solenni parole «È un dono di Allah al nostro popolo. Fornirà le fondamenta per la nascita di uno Stato».

 

Niente più pubblicità sulla televisione pubblica francese, dalle 20 alle 6. “Gli spot del Governo, però, restano” - deve aver tuttavia pensato qualcuno, appena dopo la mezzanotte del primo giorno del nuovo corso televisivo francese, quando il principale canale della rete pubblica s’è messo a proporre questo video (guarda video).

In realtà lo spot è sì andato in onda, ma all’interno della striscia “Expression directe”, trasmissione per mezzo della quale France Télévisions ottempera all’obbligo statutario di concedere, tramite sorteggio, finestre informative a partiti, sindacati ed organizzazioni di categoria. “Poteva toccare alla CGT, Confederazione generale del lavoro, ed invece è toccato a Sarkozy”. Questione di caso. O di beffa.

Che in assenza di campagna elettorale, però, un presidente della Repubblica si spenda in tal modo, in prima persona, per la propaganda di un partito, qualche perplessità la solleva. Ricorrendo ad immagini, per di più, che tanto ricordano un tal “presidente operaio” di qualche tempo fa…

A ben vedere, nessuna novità, quindi, per noi. Giusto un’ulteriore conferma di come l’Italia continui a far scuola. Pardonnez-nous…

 Cominciamo con le belle notizie: Standard & Poor’s ,la nota agenzia mondiale di rating, ha rimosso la nostra Finmeccanica da Credit Watch negativo e l’ha rimessa tra gli outlook stabili: BBB. Un bel risultato, non c’è che dire dovuto a molti quattrini pompati nel settore dal governo Prodi e Berlusconi, una buona collocazione delle azioni sul mercato, e commesse interessanti, dagli elicotteri agli Usa, ai nuovi da combattimento per l’Afghanistan, dai carri armati, ai sistemi di puntamento, insomma è in calo il mercato delle mine anti-uomo (dopo la dipartita dei pii Borletti e Avvocato Agnelli) ma il settore tira eccome!

Anzi, se voleste per caso investire nel sangue, andate qui dove troverete i bilanci: Vabbè, degustibus, direbbero i latini.

Clandestino in galleria  ripercorre le tappe importanti della vita politica di Gianfranco Fini e conclude: ”Rimane (..) straordinario il suo recente cammino e la sua eccezionale capacità di ricostituirsi un passato, accumulando nell’arco di una vita adulta le immagini che le vedono effettuare il saluto romano in mezzo a camerati festanti, e qualche anno dopo ad essere effigiato a Gerusalemme, indossando la “kippah”.

Mi son chiesto spesso se questo suo clamoroso cambio di passo non risenta di quello altrettanto tipico che fu di Benito Mussolini: passato dal Socialismo rivoluzionario e clamorosamente anticlericale, che lo portò ad essere processato per offesa alla bandiera italiana, alla esaltazione del Tricolore ed alla stipula dei Patti Lateranensi.”

Ricordiamo che  Gianfranco Fini si è convertito anche al progressismo, non per niente aveva già chiesto il voto per gli immigrati regolari ed era stato emarginato dallo stesso berlusconi oltre che da Roberto Maroni, ministro degli interni.

Il quotidiano “il messaggero“ dimostra un notevole sense of Humor. Parlando infatti di Claudio Pagliara, corrispondente per RAI1 E RAI2 da Israele, scrive: ”Grazie a Claudio Pagliara, che ci fornisce resoconti dettagliati e precisi sulla situazione in Israele. I suoi servizi sempre precisi e corretti, sono l’esempio di come si possa fare del giornalismo in maniera onesta. …”

E così noi, mentre ci teniamo la pancia dal ridere per quest’affermazione, andiamo a vedere cosa ne pensano i blogger italiani che Pagliara, in questi giorni di lutto per la Palestina, se lo sciroppano tutte le sere.

Gualanaka è arrabbiato e illustra qualche motivo per cui Pagliara non è un giornalista serio ma piuttosto un servo del potere: ”Pagliara e la RAI non ci hanno detto che fra le vittime dei bombardamenti israeliani ci sono anche sette operatori dell’ONU, anzi continuano a ripetere che “secondo la stessa Hamas” la maggior parte
delle vittime sono miliziani e combattenti del movimento islamico, mentre simili dichiarazioni non risultano da nessuna parte, se non nelle veline dell’esercito israeliano. La realtà, che Claudio Pagliara e la RAI offendono quotidianamente, è che i morti di Gaza sono poliziotti, cittadini comuni, donne e bambini, persino detenuti, visto che – oltre alle scuole, alle università, alla sede del parlamento, ai palazzi di civile abitazione ed alle moschee – l’aviazione israeliana ha bombardato anche le carceri. Questa stessa mattina, nel suo servizio trasmesso dal TG1, Claudio Pagliara è riuscito a nascondere anche la notizia dei sei bambini assassinati nella notte dai bombardamenti, nonostante fosse stata diffusa anche dalle agenzie italiane!
Claudio Pagliara e la RAI non possono continuare impunemente a violare il nostro diritto ad un’informazione equilibrata e veritiera. Noi non possiamo continuare ad essere presi in giro ed a pagare, con il canone
RAI, lo stipendio di chi ci nasconde la verità.”

 

Questa la succosa notizia ANSa delle 14,29

che poi vai a leggerti l’articolo e scopri che è un mimetizzato spottone su di un libro Hoepli in uscita nelle edicole.

Niente da fare, ormai ci siamo abituati alle non-notizie e se il corriere di oggi ti offre il servizio di tazzine, il film di alberto sordi, l’impianto stereo, le copertine della domenica del corriere, 30 volumi dell’enciclopedia disney, il libro della Cutuli , il corso d’inglese, il videogioco, la pagina da stampare col tuo compleanno, i fumetti…

A proposito di quest’articolo su Marcello Lippi, CT della nazionale italiana, i blogger si sono lasciati andare. Leggiamo Grandangolo “l‘opinionista Klaus Davi (…) in un’intervista sul suo programma on-lin KlausCondicio, ha stuzzicato Marcello Lippi sull’argomento omosessualita` nel calcio.
‘Non credo che ci siano giocatori gay- ha dichiarato il commissario tecnico azzurro - o, almeno, in quarant’anni di carriera non ne ho mai conosciuti.
‘”.

Galatea:”(…)Ecchessarammai il calcio? - è indicativo il metodo che Lippi usa per chiarire come sia arrivato a questa sconvolgente ma tetragona certezza: “Penso, piuttosto, che ci possa essere qualcuno che abbia
qualche tendenza, ma che non vada in giro a fare proposte o a mettere i manifesti.”

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